PAROLE CHE CURANO

La felicità di un invito a cena

Perché nascondere i propri limiti non serve a niente, bisogna continuamente amare noi stessi, dividendo la felicità con le persone che non smettono di far tacere le nostre insicurezze.Avere dei limiti ci rende unici, stranamente ci rende liberi. Ognuno di noi per fortuna non è uguale all’altro; ognuno di noi ha la propria esperienza da raccontare e di questo dobbiamo esserne fieri.

La felicità di un invito a cena a casa di amici è:
* trovare il tuo posto riservato con una cannuccia verde a capo tavola 
* vedere la tua amica tagliarti ogni portata, prima di infilare la forchetta nel suo piatto per iniziare a mangiare 
* sorridere nel vederla soffiare sulle tue polpette calde al sugo, consigliandoti di aspettare ancora un pochino 
* ridere per le sue battute sui i teoremi di Pitagora anche se in realtà non l’hai capite 
* respirare la gioia, la tranquillità degli altri coperti a tavola che brindino all’amore, continuando a moltiplicare le stelle per realizzare ancor più sogni
* tutto quello che anche tu, credevi a volte irraggiungibile e che ora riempie persino i tuoi giorni 
P.s. Mi piace pensare che almeno il calore della cannuccia sia causale, prima che faccia ancora salti più di felicità

Grazia Sposito

 

 

PAROLE CHE CURANO

Shane e Hannah, amore oltre la disabilità

Lui, 26 anni, affetto da atrofia muscolare spinale e costretto alla sedia a rotelle da quando ha 2 anni. Lei  25 anni, alta, bionda, ed appassionata di nuoto. Sono Shane Burcaw e Hannah Aylward, i due fidanzatini che hanno scelto di raccontare il loro amore “senza barriere” sul canale YouTube “Squirmy and Grubs che oggi conta oltre 120mila iscritti. Quando sono insieme per strada, sono tutti convinti che lei sia la sua badante e non la sua fidanzata. È per questo motivo, per sfatare i falsi miti sull’amore per un disabile, che questi due giovani statunitensi hanno deciso di parlare del loro rapporto su un canale Youtube: abbattendo stereotipi e pregiudizi “sentimentali” in ambito della disabilità.

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PAROLE CHE CURANO

Ti auguro di emozionarti, sorridere. Buon 2019

Il meraviglioso senso di libertà è quando “volti pagina”, e ti accorgi di avere un intero foglio bianco da poter riempire come vuoi. Perché nelle poche righe rimaste nella pagina precedente ci stavi troppo stretta ormai. Forse in certi giorni non mi riconoscevo nemmeno: c’ero io e lo specchio al confine con la scrivania che era diventato il mio nemico già da diverse ore.
Il 2018 non è stato proprio l’anno perfetto, ho avuto bisogno di ascoltarmi, ho avuto bisogno del silenzio. Ho dovuto disinfettare e soffiare sopra a ferite nascoste, che anch’io avevo dimenticato di avere.  Ho avuto la forza di mettermi in salvo prima che una mareggiata più forte mi portasse a largo e quel peso sul cuore mi avrebbe fatto sprofondare. Prima che l’amore, e la mia testardaggine non sarebbero bastati al confronto delle “cure prescrivibili” o percorsi educativi dell’anima. Sono riuscita a salvami e  a raggiungere la riva da sola, riprendermi  in mano il mio vero stile di vita; lottando per ciò che ho sempre creduto. Ho fatto delle scelte, ho chiuso porte in due mandate perché volevo che alcune persone non entrassero più nella mia vita. Ho scelto di trascorrere la maggior parte dei primi mesi negli angoli più piccoli della mia casa, dove era perennemente notte. Dove grandinava persino a ferragosto. Poi ho ricominciato a scrivere, ho cominciato a meravigliarmi che mi venissero ancora delle idee matte. Ho collezionato emozioni da sola. Ho fatto ricerche, mandato email, ho trasformato documenti in word a pdf. Ho messo un punto dove avevo dato forse troppe possibilità. Ho trasformato la mia rabbia, in un gigantesco scudo. Proteggendo per prima le persone più care e poi me. Ho riso a crepapelle, ho pianto a singhiozzi non solo per la paura; ma soprattutto per forti emozioni o per chi dietro a quei tavoli gridava ancora soddisfatto il mio nome. È proprio in quei momenti che mi sono ricordata chi sono veramente, cosa voglio ma prima di ogni altra cosa ho finalmente capito che nessuno delle mie scelte é stata sbagliata. Ho raggiunto la prima isola in pedalò. Di certo nei prossimi 365 giorni accetto la sfida di prendere l’aereo e raggiungere una città d’arte. Mi sono mancate persone, ma mi sono fatta abbracciare e bastare da chi è rimasto convinto di avere delle spalle più piccole delle mie. Ma che rappresentano il mio rifugio migliore. Ho staccato la tecnologia leggendo solamente pochi libri. Ho scritto, cancellato, riscritto probabilmente le stesse cose perché sono quelle che sento veramente. A volte c’è bisogno solo d’accettarle e colorarle nel modo giusto.  Di colore rosso, il colore del sangue, il colore del tuo cuore. Ho salutato per la prima volta una scolaresca  in occasione della presentazione del mio libro con la mia voce, confessandogli  di credere continuamente nei sogni. Mi sono vestita per un battesimo, ma poi mi sono trovata al matrimonio di una delle più care amiche. Ci sono state persone che mi hanno aiutato a difendermi, mi hanno fatto ricordare che avevano bisogno anche loro di me. Perché al giorno d’oggi non abbiamo bisogno di  chissà che grandi regali, ma di poche persone fisiche che non ci fanno sentire sbagliati ma un valore aggiunto nelle loro vite. Perché l’amicizia è la più grande forma dell’amore. Il 2019 già mi ha preso per mano, dandomi una piccola possibilità, che tengo ancora stretta gelosamente.  Anche perché non credevo di ricevere  mai concretamente una risposta. Ma poi è arrivata come una stella cadente che prima o poi sa di dover terminare la sua esistenza per regalare sogni sconfinati per chi in quel momento ha gli occhi verso l’infinito. Un piccolo segnale per farmi capire che non bisogna fermarsi, anche quando gli anni passano come una corsa di cavalli. Non bisogna smettere di cercare, ma provarci continuamente soprattutto in quei periodi in cui ti senti persa. Vi auguro con tutto il cuore che il 2019 sia un anno di cambiamento, di salute e semplicemente di sogni. Quelli che si realizzano e non troverai più nel cassetto. Colorate sempre le giornate dei vostri cari e ricordate che la vita è davvero un posto meraviglioso !!!

Grazia Sposito

L'URLO DELL'ANIMA

Conferenza sulla Disabilità presso il Liceo Amaldi di Santa Maria Capua Vetere

“La differenza non sta nelle difficoltà, ma negli occhi di chi guarda, ma soprattutto la differenza sta nella capacità di ognuno di noi di osare, di sfidare i propri limiti, di andare oltre. L’incontro di oggi vuole essere una dimostrazione di come un problema fisico può trasformarsi in risorsa, basta crederci ed avere il coraggio di aprire quella porta buia, di attraversare lo smarrimento per giungere alla scoperta di un’altra parte di sé, ad una nuova luce che oggi illumina gli occhi dei nostri ospiti, che come un dono condividono con noi”
(La dirigente scolastica Bernabei )

 

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