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Caro diario ...

Marco, l’operatore che non sapeva un caxxo

“Oggi pensavo a quando ero ragazzina, e di nascosto dai miei genitori provai a chiamare il mio primo operatore telefonico per avere delle informazioni sul perché mi erano stati scalati tutti i soldi che avevo sulla scheda. Lo feci a loro insaputa per risparmiarmi la solita ramanzina, mi dicevano, come capita ancora qualche volta adesso, che tutto questo accadeva perché non mi stavo un minuto ferma. A me semplicemente piaceva / piace esplorare il mondo attraverso la tecnologia; passarono più di cinque minuti per far sì un operatore omnitel fosse libero e potermi sentire dire: Salve, sono Marco mi dica?
Esposi il mio problema, ma non mi fu dato nessun chiarimento in merito al mio credito residuo, anzi Marco mi consigliò di fare delle sedute di logopedia. Prima che finisse di fare la sua diagnosi, tutte le mie dita sotterrarono quel tasto rosso; fino a far spegnere il telefono. Piansi allo stesso modo come fa un adolescente quando viene mollata dal primo ragazzo. Quell’episodio mi ha reso una persona ancora più forte; mi ha aiutata soprattutto a costruirmi delle armi più adeguate,diverse, più potenti. Buttai via il ricordo di quella telefonata, come si fa il martedì sera con il sacchetto dell’umido, che ricopre gli odori belli di casa. E il giorno dopo uscì di casa con un’armatura di ferro.
Lo ricordo proprio oggi quel particolare episodio, perché ancora una volta ringrazio la tecnologia per quanti passi avanti abbia fatto. Con due semplici email, sono riuscita ad essere indipendente, a fare una prenotazione senza che nessuno fosse disponibile per chiedere le informazioni al telefono al posto mio; che poi non è mai solo una chiamata ma è sempre concatenata un’altra il giorno successivo. La tecnologia avanza, demolendo così qualsiasi tipo di barriere, ci rende indipendenti, liberi e non poco felici. Trova sempre la “chiave” per i tuoi problemi e vivrai in un mondo libero di barriere.” Grazia Sposito❤️🌍🍀

IL GIRO DEL MONDO ATTRAVERSO I LIBRI

“N° 5 non è né un profumo né un mambo”

“N° 5 non è né un profumo né un mambo” è un libro che fa innamorare. Un libro autobiografico di una mamma a dir poco entusiasmante, la quale mi ha fatto riflettere e allo stesso tempo sorridere. Pagina dopo pagina l’autrice mi ha ricordato quanto sia grande ed immenso l’amore di una madre nell’affrontare ogni giorno gli ostacoli che incontra con un figlio che ha esigenze diverse. Dove il suo compito principale è quello di mostrarsi sempre con il sorriso stampato in faccia, facendo finta che vada sempre tutto bene anche quando il suo cuore è a pezzi. Quella stessa energia di una madre che leggo nei racconti giornalieri che mi incantano continuamente attraverso il suo profilo fb, facendomi anche un po’ incazzare: pensando che la maggior parte degli ostacoli non esisterebbero se la società si adattasse al nostro passo. Dalle varie lotte a scuola per avere una maestra speciale per il diritto all’istruzione, alla preside che non la convoca quasi mai con il primo suono della campanella del nuovo anno scolastico, ma fa sì che l’alunno per i primi giorni sia emarginato da quel contesto scolastico. Ma più di ogni altra cosa le sue parole mi hanno fatto riflettere su quanti ancora siano lontani dall’imparare a vedere la diversità come risorsa e non come un pietismo. Anch’io soprattutto nella mia adolescenza ho incontrato persone che lungo il mio cammino hanno visto la mia disabilità come un limite per la società, mentre io l’ho vista da sempre come un valore aggiunto, una risorsa, per dovermi misurare con i miei limiti e le mie potenzialità.
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PAROLE CHE CURANO

Trova sempre la tua chiave

Oggi pensavo a quando ero ragazzina, e di nascosto dai miei genitori provai a chiamare il mio primo operatore telefonico per avere delle informazioni sul perché mi erano stati scalati tutti i soldi che avevo sulla scheda. Lo feci a loro insaputa per risparmiarmi la solita ramanzina, mi dicevano, come capita ancora qualche volta adesso, che tutto questo accadeva perché non mi stavo un minuto ferma. A me semplicemente piaceva / piace esplorare il mondo attraverso la tecnologia; passarono più di cinque minuti per far sì un operatore omnitel fosse libero e potermi sentire dire: “Salve, sono Marco mi dica?”
Esposi il mio problema, ma non mi fu dato nessun chiarimento in merito al mio credito residuo, anzi Marco mi consigliò di fare delle sedute d
i logopedia. Prima che finisse di fare la sua diagnosi, tutte le mie dita sotterrarono quel tasto rosso; fino a far spegnere il telefono. Piansi allo stesso modo come fa un adolescente quando viene mollata dal primo ragazzo. Quell’episodio mi ha reso una persona ancora più forte; mi ha aiutata soprattutto a costruirmi delle armi più adeguate,diverse, più potenti. Buttai via il ricordo di quella telefonata, come si fa il martedì sera con il sacchetto dell’umido, che ricopre gli odori belli di casa. E il giorno dopo uscì di casa con un’armatura di ferro.Lo ricordo proprio oggi quel particolare episodio, perché ancora una volta ringrazio la tecnologia per quanti passi avanti abbia fatto. Con due semplici email, sono riuscita ad essere indipendente, a fare una prenotazione senza che nessuno fosse disponibile per chiedere le informazioni al telefono al posto mio; che poi non è mai solo una chiamata ma è sempre concatenata un’altra il giorno successivo. La tecnologia avanza, demolendo così qualsiasi tipo di barriere, ci rende indipendenti, liberi e non poco felici. Trova sempre la  tua”chiave” per i tuoi problemi e vivrai in un mondo libero di barriere.

Grazia Sposito

PAROLE CHE CURANO

I ROSSOBLU PRONTI A REGALARE UN SORRISO PER LA FONDAZIONE CASAMORE

Casamore è una fondazione solidale senza scopo di lucro. Il progetto nasce per sostenere le famiglie con bambini e giovani adulti che presentano malattie genetiche e/o disturbi del neuro sviluppo. Il tempo è il loro punto di riferimento, spiega il presidente, perchè tutte le competenze che i bambini riescono ad acquisire con le terapie opportune devono essere fatte con tempi giusti. Intervenire presto significa avere più possibilità di dare ai bambini delle opportunità di vita migliore, quindi il tempo è prezioso. Qualche settimana fa presso la loro sede situata a San Nicola la Strada, c’è stata un’importante conferenza stampa in vista della partita solidale. Al fianco del presidente Alfonso Tenti di Casamore, erano presenti il presidente della Casertana FC Giuseppe D’Agostino e i calciatori Antonio Floro Flores e Antonio Zito che nel corso dell’emozionante comunicato stampa hanno scagliato un forte messaggio di solidarietà e sostegno. Infatti i rossoblu hanno lanciato una lotteria di beneficenza con l’estrazione  in palio di tre macchine da caffè firmate Faber e personalizzate con i colori e lo stemma della Casertana FC, e due maglie da gioco autografate, che in questi giorni potranno essere ancora acquistati presso il Casertana Store o presso la sede di Fondazione Casamore riceverete i tagliandi  con una donazione minima di 1 euro, per partecipare all’estrazione dei cinque premi. In occasione della partita di domenica 17 Marzo Casertana F.C. – A.S. Viterbese Castrense presso lo stadio “Pinto”  alle ore 14:30 si svolgerà l’estrazione dei vincitori. I  rossoblu sono pronti a scendere in campo per regalare un sorriso agli amici di Casaamore, ma c’è bisogno anche del tuo sostegno per aiutare bambini speciali. La solidarietà è quel sentimento, quell’emozione che spinge gli esseri umani a convivere tra loro, ad accendere la fiaccola dell’aiuto reciproco la cui luce è indispensabile per la vita umana su questa terra. Ci sono atti di solidarietà che tutti ma proprio tutti possiamo compiere, come regalare momenti felici a chi vive un cammino pieno d’ostacoli, che però con l’amore e la solidarietà possono essere abbattuti.

 

Grazia Sposito