Caro diario ...

Marco, l’operatore che non sapeva un caxxo

“Oggi pensavo a quando ero ragazzina, e di nascosto dai miei genitori provai a chiamare il mio primo operatore telefonico per avere delle informazioni sul perché mi erano stati scalati tutti i soldi che avevo sulla scheda. Lo feci a loro insaputa per risparmiarmi la solita ramanzina, mi dicevano, come capita ancora qualche volta adesso, che tutto questo accadeva perché non mi stavo un minuto ferma. A me semplicemente piaceva / piace esplorare il mondo attraverso la tecnologia; passarono più di cinque minuti per far sì un operatore omnitel fosse libero e potermi sentire dire: Salve, sono Marco mi dica?
Esposi il mio problema, ma non mi fu dato nessun chiarimento in merito al mio credito residuo, anzi Marco mi consigliò di fare delle sedute di logopedia. Prima che finisse di fare la sua diagnosi, tutte le mie dita sotterrarono quel tasto rosso; fino a far spegnere il telefono. Piansi allo stesso modo come fa un adolescente quando viene mollata dal primo ragazzo. Quell’episodio mi ha reso una persona ancora più forte; mi ha aiutata soprattutto a costruirmi delle armi più adeguate,diverse, più potenti. Buttai via il ricordo di quella telefonata, come si fa il martedì sera con il sacchetto dell’umido, che ricopre gli odori belli di casa. E il giorno dopo uscì di casa con un’armatura di ferro.
Lo ricordo proprio oggi quel particolare episodio, perché ancora una volta ringrazio la tecnologia per quanti passi avanti abbia fatto. Con due semplici email, sono riuscita ad essere indipendente, a fare una prenotazione senza che nessuno fosse disponibile per chiedere le informazioni al telefono al posto mio; che poi non è mai solo una chiamata ma è sempre concatenata un’altra il giorno successivo. La tecnologia avanza, demolendo così qualsiasi tipo di barriere, ci rende indipendenti, liberi e non poco felici. Trova sempre la “chiave” per i tuoi problemi e vivrai in un mondo libero di barriere.” Grazia Sposito❤️🌍🍀

Previous Post

No Comments

Leave a Reply