IL GIRO DEL MONDO ATTRAVERSO I LIBRI

“N° 5 non è né un profumo né un mambo”

“N° 5 non è né un profumo né un mambo” è un libro che fa innamorare. Un libro autobiografico di una mamma a dir poco entusiasmante, la quale mi ha fatto riflettere e allo stesso tempo sorridere. Pagina dopo pagina l’autrice mi ha ricordato quanto sia grande ed immenso l’amore di una madre nell’affrontare ogni giorno gli ostacoli che incontra con un figlio che ha esigenze diverse. Dove il suo compito principale è quello di mostrarsi sempre con il sorriso stampato in faccia, facendo finta che vada sempre tutto bene anche quando il suo cuore è a pezzi. Quella stessa energia di una madre che leggo nei racconti giornalieri che mi incantano continuamente attraverso il suo profilo fb, facendomi anche un po’ incazzare: pensando che la maggior parte degli ostacoli non esisterebbero se la società si adattasse al nostro passo. Dalle varie lotte a scuola per avere una maestra speciale per il diritto all’istruzione, alla preside che non la convoca quasi mai con il primo suono della campanella del nuovo anno scolastico, ma fa sì che l’alunno per i primi giorni sia emarginato da quel contesto scolastico. Ma più di ogni altra cosa le sue parole mi hanno fatto riflettere su quanti ancora siano lontani dall’imparare a vedere la diversità come risorsa e non come un pietismo. Anch’io soprattutto nella mia adolescenza ho incontrato persone che lungo il mio cammino hanno visto la mia disabilità come un limite per la società, mentre io l’ho vista da sempre come un valore aggiunto, una risorsa, per dovermi misurare con i miei limiti e le mie potenzialità.
Come Daniele ho la fortuna di soffermarmi con più attenzione su tante cose, per poi assaporare il piacere della conquista. Tra le tante pagine dei diari aperti, ricordo di quando la mamma racconta del rumore della pioggia che cade sulle ruote della sedia di Daniele, la quale sembra trasformarsi per lui in una piacevole orchestra autunnale, mentre per tutto il resto del mondo continua ad essere un’altra stupida giornata di pioggia.
Spero che Katy con questo libro vi possa lasciare la stessa speranza e la stessa voglia di sognare che ha lasciato per buona parte a me. Vi consiglio di leggerlo e poi di tenerlo vicino, per quei momenti di debolezza, nei quali ci si sente soli e si ha voglia di arrendersi.

Grazia Sposito

Numero 5 è una storia vera di disabilità.

Ma che cos’è l’autismo?
L’autismo è quando Daniele si sveglia e vuole mettersi al suo posto.
L’autismo è quando Daniele beve il succo di frutta dal bicchiere verde e l’acqua da quello bianco.
L’autismo è quando Daniele si tappa le orecchie per una moto che passa per strada.
L’autismo è quando Daniele va a scuola come un bambino andrebbe in guerra.
L’autismo è quando Daniele sistema le sue cose perfettamente disordinate.
L’autismo è quando Daniele ha mal di pancia e si tira forte i capelli.
L’autismo è quando Daniele mi graffia il viso se ha tanto male.
L’autismo è quando Daniele si scotta il dito e non sente dolore.
L’autismo è quando Daniele fa girare le ruote delle automobiline all’infinito.
L’autismo è quando Daniele non passa sulle mattonelle nere.
L’autismo è quando Daniele si arrabbia e non ascolta nessuno.
L’autismo è quando Daniele si chiude nel suo mondo per ore, senza me.
Essere mamma di un bambino autistico è come essere mamma di un bambino non autistico.
L’unica differenza è quella che vedete voi.

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