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11 Dicembre 2018

PAROLE CHE CURANO

Sara la principessa guerriera

Ci sono storie come quella di Teresa che ti entrano dentro e permangono a volte, per tutta una vita. Come un raggio di sole che ti riscalda dopo giorni di tempesta, dove ancora una volta l’amore di chi soffre stranamente ti regala il doppio della forza che credevi di aver perso. Perché la verità è che se ci si incamminasse sempre da soli in certi corridoi ci si perderebbe, si soffrirebbe, dimenticando persino di dare una luce più raggiante ai propri passi futuri. Abbiamo bisogno di qualcuno che ci abbracci anche solamente con gli occhi per dare coraggio, speranza e sogni. Che faccia da specchio al nostro futuro.
Ho inc
ontrato gli occhi di questa giovane madre, durante un mio trattamento di fisioterapia un po’ d’anni fa (avrei voluto dirvi che ci siamo incrociate ad un trattamento di bellezza come mi stava suggerendo il mio iPad, ma di sicuro  non avremmo dato ai nostri cuori le stesse emozioni e brividi). Ricordo come se fosse capitato ieri quel pomeriggio, quando durante la pausa tra un esercizio e l’altro dal mio lettino, sbirciavo gli occhioni color cioccolato di Sara che con tutta la sua forza voleva esplorare il mondo, e la paura di sua madre per le manovre di riabilitazione che la terapista esercitava alla sua bambina. Ma Teresa aveva una giustificazione in più rispetto alle altre madri ansiose che accompagnano il proprio figlio di pochi mesi alla sua prima “tortura” di fisioterapia. Sara aveva una testa delicatissima, anche un piccolo urto avrebbe causato non pochi danni. I dottori avevano paragonata la sua testolina fragile ad una sfera di cristallo. Bisognava stare molti attenti soprattutto nei suoi più teneri mesi di vita; prima di sottoporre la bambina ad un delicato intervento chirurgico che avrebbe distrutto quella angoscia. Sara è una bambina affetta dalla sindrome di Apert una patologia malformativa caratterizzata dall’associazione di facio-craniostenosi e sindattilie ossee e cutanee alle mani e ai piedi.
Ma a parlarci dall’inizio della sua storia e del suo incredibile amore per la vita, è sua madre che da subito ha accettato l’invito per la mia rubrica “Parole che curano”.  Ci sono storie che ci uniscono e ci riempiono il cuore, con la speranza che sulla nostra strada cadranno più stelle cadenti che meteoriti.

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