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1 Dicembre 2018

PAROLE CHE CURANO

Vi parlo um pò di me

Ci vuole poco a parlare di sé quando l’interlocutore è proprio se stessi, diventa più difficile far sapere agli altri chi siamo, quando non conoscono il nostro vivere, le nostre abitudini, le nostre passioni, i nostri veri viaggi di vita. Quel viaggio che solo il destino saprà definirci turisti di meravigliosi luoghi o persino d’amare mete. Il destino, sì il nostro destino. Tutto ebbe inizio in una calda giornata d’estate, quando decisi di vedere per la prima volta la luce del sole, quando le mie piccole orecchie iniziarono a bisbigliare quei primi, piccoli e  agghiaccianti suoni della sala operatoria dove avvenne il meraviglioso miracolo di vita.  Era il 13 agosto 1987 quando abbandonai il soffice grembo di mia madre, quel piccolo mondo che non mi faceva paura, non mi soffocava, non mi creava nessun ostacolo alle mie giornate. A dirvi il vero quella mattina, feci un po’ di capricci a venir fuori, che i medici non sapendo più che fare, forse  anche loro un po’ sconfitti da come si stava presentando il parto, ritennero opportuno l’uso della ventosa. Sì mi piace pensarlo così quello che avvenne in quei pochi istanti. Un passaggio, una manovra che nell’arco di tempo meno di cinque minuti, contrassegnò un cammino di vita diverso, speciale. Non il cammino di qualunque, ma il mio cammino. L’enorme porta di ferro che divideva la sala operatoria dalla sala d’attesa, dove c’erano i familiari ad aspettare la lieta notizia, quella mattina era come facesse fatica a spalancarsi.  Soltanto dopo una lunga attesa e per certi aspetti angoscianti minuti, la porta si aprii ma questa volta non uscì nessun camice verde con il fagottino in braccio avvolto nelle asciugamani bianche.Spiegarono a mio padre che  durante il travaglio c’erano state delle complicazioni e che ora mi trovavo nell’incubatrice del reparto di sopra. Fortunatamente quella culla dalle pareti trasparenti mi ospitò soltanto per due settimane, quando i medici fiduciari del nuovo bollettino medico, assicurarono  che i miei polmoni potevano ora come ora respirare la vera aria di vita. Fu così che ebbi il primo contatto materno, tutto l’amore che solo una mamma può provare tenendo la sua piccola tra le braccia. Quel momento che per ogni mamma resta indescrivibile, che per mia madre si prolungo soprattutto nella sofferenza. Quell’abbraccio di lacrime di gioia e di dolore, che da quel giorno sarebbe rimasto sempre o se mai moltiplicato, così caldo, così forte vedendo la sua primogenita indifesa da tutto il mondo esterno. C’erano dei genitori molto fiduciosi, che avrebbe lottato per ogni mio diritto, protetto ogni mia difesa. Che paroloni arrivarono a quella giovane coppia, che meno di un anno di matrimonio si trovarono ad affrontare quelle giornate, piena di paroloni piuttosto oscuri, difficili  anche da ripetere; che riportano sulla mia cartella clinica tale diagnosi di Tetraperesi  spastica Continue Reading

L'URLO DELL'ANIMA

L’URLO DELL’ANIMA

L’urlo dell’anima” è il mio primo libro di poesia.  Tutto nasce dal desiderio, dal bisogno di andare oltre se stessi, portando il lettore portando il lettore ad una nuova ed importante consapevolezza nel considerare la diversità come fonte di ricchezza divina da cui si evincono le profonde fonti d’amore e di coraggio. L’unico limite che non consente di tastare queste grandi sfumature che la vita genera è il pregiudizio. Mi piace pensare sempre la frase del libro del Piccolo principe “L’essenziale è invisibile agli occhi”, penso che se solo si concentrassimo a guardare solo con gli occhi di un bambino amplieremo i nostri orizzonti e scopriremo un amore concreto e profondo verso noi stessi e le altre anime. È una raccolta di versi celati nei meandri dell’anima, musa ispiratrice di tanti momenti di vita. Gioie, dolori, speranze, orizzonti non sempre raggiungibili, ma anche amicizie, amori, luoghi che hanno risvegliato incondizionatamente la sua anima. Poesie come specchio dell’anima, come cura di una malattia priva di nome. Per l’autrice la poesia è tutto ciò che con una sola parola si impossessa del nostro cuore e attorciglia lo stomaco, scava il passato richiamando in vita i nostri ricordi, che il più delle volte fa da eco a dolori vissuti.

Di seguito vi propongo una poesia della raccolta:

L’urlo dell’anima

Pensavo che non avesse la giusta cura

questa ferita nell’anima

reclusa di tanti sogni rubati

schiava di mille silenzi non ascoltati.

Gridavo, imploravo aiuto

nessuno guardava

gli occhi miei.

Urli silenziosi

gonfi d’emozioni sempre più fragorose

lacrime bagnate di parole

pulsavano al ritmo del mio cuore.

Poi due occhi splendenti,

un sorriso sapiente

mi lesse oltre il labiale.

Dovevo starla ad ascoltare

ora che si era fatta baciare la mano per farmi calmare

guardandomi negli occhi

e tenendomi per mano

mi supplicò di iniziare ad urlare.

Era l’ultimo storcente urlo dell’anima

che mi riportò al paradiso

grazie al suo sorriso.

(Grazia Sposito)

IL GIRO DEL MONDO ATTRAVERSO I LIBRI

IL GIRO DEL MONDO ATTRAVERSO I LIBRI

IO PRIMA DI TE

Quando inizi a leggere “Io prima di te” di Jojo Moyes forse non hai la totale consapevolezza di dover affrontare un libro decisamente intenso, che tratta un tema difficile e doloroso. Hai quasi l’impressione di avere davanti un libro leggero scritto da una giovane ragazza piena di sogni. Ma pagina dopo pagina, la lettura diventa quasi impossibile tanto che, in più di un’occasione, ti viene d’istinto di chiudere il libro perché ti senti soffocata da tutte quelle emozioni che Jojo riesce a trasmetterti in poche e semplici righe. Credo di non essere la sola che avrebbe preferito un finale diverso, quello dove l’amore vince sempre su tutto, pronto ad alleviare qualsiasi cosa. Ma non è andata così.  “Io prima di te” è la storia di un incontro. L’incontro mettersi in gioco.

Trama:

 Louisa, la protagonista del romanzo, è una ventiseienne che ama il suo lavoro da cameriera, con cui entra in contatto con l’animo delle persone ed è fidanzata da molti anni con un ragazzo molto preso dai suoi allenamenti, che forse lei sa di non amare più. Un giorno, improvvisamente, la ragazza perde il lavoro, il locale viene chiuso e lei si trova senza nessun’altra esperienza a doversi cercare un posto per portare soldi a casa. Riesce a trovare un posto presso una famiglia, deve prendersi cura di Will, un giovane tetraplegico. Louisa non sa che questo incontro le cambierà la vita. Dapprima il loro rapporto sarà difficile, lui appare arrogante, la mette in difficoltà e lei non lo sopporta, ma tiene duro per poter aiutare economicamente la sua famiglia in difficoltà. Con il tempo tra Louisa e Will il legame cambierà, fino a quando la ragazza scopre il motivo per cui è stata assunta: cercare di far cambiare idea a Will che stanco distare su una sedia a rotelle senza poter godere più della vita, vuole trovare la morte. Io prima di te racconta di amore, di rischi da correre, di coraggio, di resa, di messa in discussione. Nel libro la scrittrice Jojo Moyes riesce a trattare l’argomento dell’eutanasia con dolcezza, dando il punto di vista di tutti i protagonisti del libro, per darci la possibilità di riflettere e comprendere.

PAROLE CHE CURANO

PAROLE CHE CURANO

Ho sempre creduto che il primo passo verso la cura di un’anima avvenisse attraverso la scrittura. Ci permette di osservare e raccontare in un modo speciale il mondo che ci contiene e il mondo che portiamo dentro. Urlando cammini di vita, di felicità, e d’ordinario coraggio.
In questa rubrica “Parole che curano”, vi parlerò di storie contraddistinte dalla forza, dalla tenacia, dall’amore per la vita, speranze e sogni. Una rubrica dedicata alla disabilità e non solo. Proverò a raccontarvi storie di coraggio e voglia di vivere non solo con le parole, ma anche con le emozioni che resteranno incise a lungo nei vostri cuori. Un piccolo spazio per racchiudere la bellezza di ogni anima; di chi è guerriero del proprio corpo e di chi ti tende la propria mano alla tua, trasformando ogni tuo limite in un dono prezioso. Continue Reading