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dicembre 2018

PAROLE CHE CURANO

Ti auguro di emozionarti, sorridere. Buon 2019

Il meraviglioso senso di libertà è quando “volti pagina”, e ti accorgi di avere un intero foglio bianco da poter riempire come vuoi. Perché nelle poche righe rimaste nella pagina precedente ci stavi troppo stretta ormai. Forse in certi giorni non mi riconoscevo nemmeno: c’ero io e lo specchio al confine con la scrivania che era diventato il mio nemico già da diverse ore.
Il 2018 non è stato proprio l’anno perfetto, ho avuto bisogno di ascoltarmi, ho avuto bisogno del silenzio. Ho dovuto disinfettare e soffiare sopra a ferite nascoste, che anch’io avevo dimenticato di avere.  Ho avuto la forza di mettermi in salvo prima che una mareggiata più forte mi portasse a largo e quel peso sul cuore mi avrebbe fatto sprofondare. Prima che l’amore, e la mia testardaggine non sarebbero bastati al confronto delle “cure prescrivibili” o percorsi educativi dell’anima. Sono riuscita a salvami e  a raggiungere la riva da sola, riprendermi  in mano il mio vero stile di vita; lottando per ciò che ho sempre creduto. Ho fatto delle scelte, ho chiuso porte in due mandate perché volevo che alcune persone non entrassero più nella mia vita. Ho scelto di trascorrere la maggior parte dei primi mesi negli angoli più piccoli della mia casa, dove era perennemente notte. Dove grandinava persino a ferragosto. Poi ho ricominciato a scrivere, ho cominciato a meravigliarmi che mi venissero ancora delle idee matte. Ho collezionato emozioni da sola. Ho fatto ricerche, mandato email, ho trasformato documenti in word a pdf. Ho messo un punto dove avevo dato forse troppe possibilità. Ho trasformato la mia rabbia, in un gigantesco scudo. Proteggendo per prima le persone più care e poi me. Ho riso a crepapelle, ho pianto a singhiozzi non solo per la paura; ma soprattutto per forti emozioni o per chi dietro a quei tavoli gridava ancora soddisfatto il mio nome. È proprio in quei momenti che mi sono ricordata chi sono veramente, cosa voglio ma prima di ogni altra cosa ho finalmente capito che nessuno delle mie scelte é stata sbagliata. Ho raggiunto la prima isola in pedalò. Di certo nei prossimi 365 giorni accetto la sfida di prendere l’aereo e raggiungere una città d’arte. Mi sono mancate persone, ma mi sono fatta abbracciare e bastare da chi è rimasto convinto di avere delle spalle più piccole delle mie. Ma che rappresentano il mio rifugio migliore. Ho staccato la tecnologia leggendo solamente pochi libri. Ho scritto, cancellato, riscritto probabilmente le stesse cose perché sono quelle che sento veramente. A volte c’è bisogno solo d’accettarle e colorarle nel modo giusto.  Di colore rosso, il colore del sangue, il colore del tuo cuore. Ho salutato per la prima volta una scolaresca  in occasione della presentazione del mio libro con la mia voce, confessandogli  di credere continuamente nei sogni. Mi sono vestita per un battesimo, ma poi mi sono trovata al matrimonio di una delle più care amiche. Ci sono state persone che mi hanno aiutato a difendermi, mi hanno fatto ricordare che avevano bisogno anche loro di me. Perché al giorno d’oggi non abbiamo bisogno di  chissà che grandi regali, ma di poche persone fisiche che non ci fanno sentire sbagliati ma un valore aggiunto nelle loro vite. Perché l’amicizia è la più grande forma dell’amore. Il 2019 già mi ha preso per mano, dandomi una piccola possibilità, che tengo ancora stretta gelosamente.  Anche perché non credevo di ricevere  mai concretamente una risposta. Ma poi è arrivata come una stella cadente che prima o poi sa di dover terminare la sua esistenza per regalare sogni sconfinati per chi in quel momento ha gli occhi verso l’infinito. Un piccolo segnale per farmi capire che non bisogna fermarsi, anche quando gli anni passano come una corsa di cavalli. Non bisogna smettere di cercare, ma provarci continuamente soprattutto in quei periodi in cui ti senti persa. Vi auguro con tutto il cuore che il 2019 sia un anno di cambiamento, di salute e semplicemente di sogni. Quelli che si realizzano e non troverai più nel cassetto. Colorate sempre le giornate dei vostri cari e ricordate che la vita è davvero un posto meraviglioso !!!

Grazia Sposito

L'URLO DELL'ANIMA

Conferenza sulla Disabilità presso il Liceo Amaldi di Santa Maria Capua Vetere

“La differenza non sta nelle difficoltà, ma negli occhi di chi guarda, ma soprattutto la differenza sta nella capacità di ognuno di noi di osare, di sfidare i propri limiti, di andare oltre. L’incontro di oggi vuole essere una dimostrazione di come un problema fisico può trasformarsi in risorsa, basta crederci ed avere il coraggio di aprire quella porta buia, di attraversare lo smarrimento per giungere alla scoperta di un’altra parte di sé, ad una nuova luce che oggi illumina gli occhi dei nostri ospiti, che come un dono condividono con noi”
(La dirigente scolastica Bernabei )

 

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L'URLO DELL'ANIMA

All’ISISS “P.S. Lener”, di Marcianise: una società veramente inclusiva si costruisca proprio a partire dalla scuola

Lunedì scorso è stata una bellissima giornata ed emozionante esperienza incontrare gli alunni delle classi 3^, 4^ e 5^ dell’istituto ISISS P. Salvatore Lener di Marcianise. Parlare ai ragazzi è sempre una forte emozione.
“Ragazzi non abbiate paura, non lasciatevi spaventare dal diverso; difendente sempre chi è più debole, ricoprite insieme a loro i pregiudizi della vita. Ma ancora prima, ricordatevi che nessuno può farvi disprezzare l’emozione di donare giorni a chi veramente vi permette di entrare nella propria vita ed inconsapevolmente vi promette amore più di qualunque altro. E state bene a sentire, a volte non importa se si è in possesso di una divisa o una qualifica specifica, ma si semina amore specialmente con i vestiti giornalieri: con le calze bucate, con le ruote di una carrozzina. Siate sempre liberi di scegliere e abbiate cura della vostra rosa, sempre.”

Ho voluto ancora una volta lasciare agli alunni un messaggio di speranza, la forza di credere sempre nei propri sogni e soprattutto nei legami indissolubili che presto intrecceranno le nostre vite.  Sono legata a più liriche della raccolta, ma in modo particolare sono affezionata a “Promettimi che ci sarai.” È un urlo di gioia, di libertà, di gratitudine per un sentimento assai profondo.» E’ proprio così che ho voluto ringraziare ed augurare delle magiche e serene festività a docenti ed alunni dell’ISISS “P.S. LENER” di Marcianise.

PAROLE CHE CURANO

Sara la principessa guerriera

Ci sono storie come quella di Teresa che ti entrano dentro e permangono a volte, per tutta una vita. Come un raggio di sole che ti riscalda dopo giorni di tempesta, dove ancora una volta l’amore di chi soffre stranamente ti regala il doppio della forza che credevi di aver perso. Perché la verità è che se ci si incamminasse sempre da soli in certi corridoi ci si perderebbe, si soffrirebbe, dimenticando persino di dare una luce più raggiante ai propri passi futuri. Abbiamo bisogno di qualcuno che ci abbracci anche solamente con gli occhi per dare coraggio, speranza e sogni. Che faccia da specchio al nostro futuro.
Ho inc
ontrato gli occhi di questa giovane madre, durante un mio trattamento di fisioterapia un po’ d’anni fa (avrei voluto dirvi che ci siamo incrociate ad un trattamento di bellezza come mi stava suggerendo il mio iPad, ma di sicuro  non avremmo dato ai nostri cuori le stesse emozioni e brividi). Ricordo come se fosse capitato ieri quel pomeriggio, quando durante la pausa tra un esercizio e l’altro dal mio lettino, sbirciavo gli occhioni color cioccolato di Sara che con tutta la sua forza voleva esplorare il mondo, e la paura di sua madre per le manovre di riabilitazione che la terapista esercitava alla sua bambina. Ma Teresa aveva una giustificazione in più rispetto alle altre madri ansiose che accompagnano il proprio figlio di pochi mesi alla sua prima “tortura” di fisioterapia. Sara aveva una testa delicatissima, anche un piccolo urto avrebbe causato non pochi danni. I dottori avevano paragonata la sua testolina fragile ad una sfera di cristallo. Bisognava stare molti attenti soprattutto nei suoi più teneri mesi di vita; prima di sottoporre la bambina ad un delicato intervento chirurgico che avrebbe distrutto quella angoscia. Sara è una bambina affetta dalla sindrome di Apert una patologia malformativa caratterizzata dall’associazione di facio-craniostenosi e sindattilie ossee e cutanee alle mani e ai piedi.
Ma a parlarci dall’inizio della sua storia e del suo incredibile amore per la vita, è sua madre che da subito ha accettato l’invito per la mia rubrica “Parole che curano”.  Ci sono storie che ci uniscono e ci riempiono il cuore, con la speranza che sulla nostra strada cadranno più stelle cadenti che meteoriti.

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